


Progetto elaborato all'interno del laboratorio in collaborazione tra Spazio Labo' e Lomography: stimolati dal saggio di Franco Vaccari, Fotografia e Inconscio tecnologico, in cui l’autore invita alla riflessione sullo strumento di ripresa e sul significato della fotografia nella società contemporanea, ho sviluppato un progetto fotografico che basato sulle peculiarità del mezzo: le fotocamere medio formato Diana F+.
Nella serie ogni immagine è il risultato di un identico processo di costruzione, in ogni immagine convivono, attraverso la doppia esposizione, due livelli di realtà tra loro opposti.
Il primo scatto in ogni fotogramma è stato dedicato alla rappresentazione della città di Bologna, attraverso i suo elementi architettonici più caratteristici: i portici. Ho considerato queste architetture come palcoscenici vuoti, pronti a mettere in scena, attraverso il secondo scatto, frammenti inattesi.
Con la seconda ripresa ho quindi registrato la presenza umana sotto e intorno a quei portici, restituendo vita a quei ‘dimenticabili’ ritagli d’ombra.
A conclusione del laboratorio Lomography ha pubblicato un'intervista su questo progetto sul proprio Online Magazine.
Un progetto fotografico dove il medio formato analogico e l'errore controllato della doppia esposizione diventano strumenti di ricerca.








