



Ciao!
Sono Cecilia Piazza, graphic designer, illustratrice e fotografa. Vivo e lavoro a Bologna, dove progetto immagini di ogni genere: identità visive, progetti editoriali, illustrazioni, allestimenti e fotografia, soprattutto per il mondo culturale, educativo e istituzionale.
Sono nata a Varese. Ho studiato Design della comunicazione al Politecnico di Milano e mi sono poi laureata in Comunicazione e design per l'editoria all'ISIA di Urbino. Prima di stabilirmi a Bologna nel 2017 ho lavorato in studi in posti molto diversi tra loro — dall'Aia, a Rimini, a Londra.
Oggi affianco l'attività freelance al lavoro con il Centro Zaffiria, cooperativa che si occupa di educazione al digitale e di progetti per bambine, bambini e adolescenti. Fino al 2021 ho firmato molti progetti insieme ad Arianna Di Betta, con il nome Allegria Bulgaria.
Lavoriamo insieme!
Lavoro con festival, musei, istituzioni, aziende e realtà educative. Posso occuparmi di:
Identità visiva e branding — loghi, sistemi visivi, immagine coordinata.
Comunicazione per eventi e cultura — festival, mostre, musei, dal manifesto all'allestimento grafico.
Editoria e impaginazione — cataloghi, manuali, libri, progetti editoriali.
Illustrazione — per stampa, app, spazi pubblici.
Fotografia — editoriale e di progetto.
Type design — caratteri e lettering su misura.
Allestimenti, segnaletica e installazioni — anche con esperienze in realtà aumentata.
Laboratori e progetti per l'infanzia — design ed educazione ai media.
Hai un progetto in mente?
troviamo la strada giusta insieme!
attuali ⊥
dal 2017
freelance Graphic Designer & Art Director, Bologna
dal 2017
Responsabile comunicazione e maestra d'arte per Zaffiria, Rimini
dal 2024
Graphic designer e consulente comunicazione per Salvaiciclisti Bologna
2025
Pedalalenta, Bologna
2019
Lizart, Bologna
2017
Julia, Londra
Maynard Design, Londra
2015
Studio Leonardo Sonnoli, Rimini
Lust, L'Aia
2017 — Laurea magistrale in Comunicazione e design per l'editoria, ISIA di Urbino
2012 — Laurea triennale in Design della comunicazione, Politecnico di Milano
2022
Lago-ccia Impressa, laboratorio tipografico per bambine e bambini, con Arianna Di Betta, presso Lago Film Fest
2017
Pho-to-booked, talk all'interno del programma di Summer School SISF Il libro fotografico: Culture, Progetti, Professioni, Pratiche a Pieve Tesino


2024 — Per gioco: fare arte divertendosi con Daniel Eatock
2023 — Inconscio Tecnologico
a cura di Spazio Labo' e Lomography
– PLAY FACE con Sergei Sviatchenko
2018 — Silkscreen printing
con Print Club London
— Stampa sperimentale
con Eleonora Cumer
2017 — Basi di Millumin e Scratch
con StudioBliquo
— WAAW Artists Residency
Saint Louis, Senegal
2015 — Communication Design
con Åbäke
— Isia Urbino / Werkplaats Typographie Summer School
con Armand Mevis, Maureen Mooren e Leonardo Sonnoli
2014 — Experimental printing
con Fondazione Xavier Nogues e Escola Massana Barcelona
— School of design fiction
con James Langdon
2013 — A new perspective for Manifestos
con Nancy Skolos e Thomas Wedell

2018 —Ciciri, Festival di Illustrazione, Grafica e Microeditoria indipendente, Palermo
— Concorso per l’identità di Palazzo Vertemate Franchi, Piuro (SO)
*Shortlisted w/ Arianna Di Betta
— The Wall, Palazzo Belloni, Bologna
*Awarded Gold Mention w/ Arianna Di Betta
2017 — Portes Ouvertes, Waaw residence, Saint-Louis, Senegal
— Bologna Childrens Book Fair, Bologna
2015 — Arts Libris - Fira Internacional de l'Edició Contemporània, Barcellona
— Fahrenheit39, V edition, Ravenna
2014 — Fisianomia, Urbino
— Analogue Reflections, Pesaro
— Fahrenheit39, IV edition, Ravenna

Dall'inglese design fiction, il termine fantadesign è da leggersi con lo stesso registro del termine fantascienza; è un ibrido tra graphic design e arte concettuale.
“[...] Per me, la finzione (fanta, ndr) nel design non riguarda principalmente l'impossibile o il futuristico, ma la molteplicità di possibilità insita in qualsiasi processo decisionale ordinario. Se si accettano i manufatti come narratori, allora sembrerebbe che un compito urgente per qualsiasi designer sia quello di familiarizzare con la manipolazione delle narrazioni in un modo basilare ed essenziale."
A School of design fiction, James Langdon
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TELEFONO → +39 348 51 68 559
P. IVA: 04043811209
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Un progetto editoriale sviluppato nel 2017 in cui ho seguito ricerca, redazione, fotografia e impaginazione dei contenuti.
Un progetto autoriale dove fotografia ed editoria si tengono insieme nello stesso gesto: guardare e raccogliere.

Ho raccolto un foglietto trovato per strada, incuriosita dalle parole "Mamma di Ravenna" aggiunte a mano.
Ho riflettuto su come aiutare la donna che l'aveva scritto.
Un annuncio: una donna con 10 anni di esperienza come commessa è alla ricerca di un impiego; può pulire, stirare, fare babysitting o assistenza agli anziani. Scrive di essere referenziata. Scrive di essere una mamma di Ravenna, o forse che sua madre è di Ravenna. Questa sembra essere l'informazione più importante, è stata aggiunta a mano dopo la stampa.
Tre persone hanno raccolto il suo numero e forse l'hanno chiamata. Forse le hanno chiesto se lei è una madre di Ravenna o se sua madre è di Ravenna. Forse hanno poi iniziato a parlare di suo padre... potrebbe venire da Cervia.
Gli abitanti di Cervia e di Ravenna sono stati in competizione per centinaia di anni. Hanno iniziato a vivere insieme in pace solo quando è nata la referenziata commessa con esperienza decennale.
Mi sento in colpa per aver preso questo foglio, e temo che le città ricomincino a odiarsi. Stamperò più copie dell'avviso e lo appenderò ovunque.
Vorrei chiedere se lei è una mamma che abita a Ravenna o se è figlia di una donna di Ravenna, ma forse è meglio non disturbarla. Immaginerò solo qualche possibile conversazione.









Urbino, Palcoscenico è un'installazione di arte pubblica realizzata a Urbino nel 2017, durante la Summer School con Werkplaats Typografie, che ha visto la grafica uscire dalla pagina e misurarsi con lo spazio pubblico e con la storia visiva di una città.
Urbino, palcoscenico è stata un'installazione d'arte pubblica che voleva paragonare una città medievale ad un palcoscenico. Le porte della cinta muraria sono state trasformate per un giorno in ingressi da palcoscenico posizionando alcune insegne luminose che avvisavano i visitatori a rimanere in silenzio poiché lo 'spettacolo' era in corso.
Le reazioni dei turisti sono state divertenti*: la maggior parte di loro è entrata in città in silenzio, aspettando che accadesse qualcosa intorno a loro, mentre l'unica cosa che è andava in scena era la vita quotidiana della cittadina.








Una performance partecipativa, per celebrare la fine di un viaggio; il titolo (scelto in seguito) è il numero esatto di passi compiuti durante l'azione lungo il tracciato ormai dismesso della ferrovia tra Urbino e Fano.
Ho camminato da Urbino fino al mare di Fano, seguendo una ferrovia abbandonata lunga 75 km e le persone con cui avevo appena trascorso due anni di vita mi hanno accompagnato in staffetta, percorrendo 2,5 km ciascuno.

Lo scopo non era quello di mettermi alla prova fisicamente, ma quello di creare una situazione in cui l'interazione sarebbe stata intima ed allo stesso tempo carica di simbolismo, in un progetto dove design ed esperienza si tengono insieme: il dato esatto come misura di un gesto condiviso.
La ferrovia abbandonata voleva essere un richiamo esplicito al celebre lungometraggio di formazione Stand by me.


Durante il percorso ho scattato una fotografia ad ogni accompagnatore; purtroppo la pellicola si è bloccata all'interno della macchina, con il risultato che tutti i ritratti (ad eccezione dei primissimi) sono stati impressi sullo stesso fotogramma.
Si è creata così una rappresentazione visiva estremamente riassunta del viaggio: 136.670 passi, lotta fisica, pianto, risate e coinvolgimento personale in un'unica fotografia.